Azioni e Bond: prima fase del governo Trump terminata?
Data pubblicazione: 02 aprile 2025
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Dopo poco più di due mesi dall’inizio della nuova amministrazione Trump, si stanno accumulando dati concreti che potrebbero confermare o smentire il pessimismo iniziale emerso sull’onda delle notizie e di analisi soggettive.
Una fase preliminare di alta volatilità e tensioni sparse sulle diverse macroaree di investimento, sembra in procinto di attenuazione. Ad esempio, in programma per questo mercoledì ci saranno annunci importanti riguardo alle tariffe, che dovrebbero chiarire le prospettive di crescita economica e portare a una maggiore certezza nelle decisioni di politica economica. I mercati, infatti, si sono già distaccati da effetti "retorici" in attesa di azioni più concrete, mentre i dati reali stanno raggiungendo un livello che potrà confermare o rivedere il pessimismo rilevato dai sondaggi tra consumatori e imprese.
Un elemento centrale per gli investitori è l’arrivo di notizie tangibili: da un lato, la Casa Bianca ha annunciato che il 2 aprile saranno applicate tariffe reciproche, in linea con le imposte sui prodotti importati dai partner commerciali degli Stati Uniti. Tuttavia, non è ancora chiaro quanto saranno severe: alcune voci suggeriscono misure più contenute, mentre altri, come il commissario al commercio dell’UE, prospettano cifre intorno al 20% per i prodotti europei.
Oltre alle tariffe, rimangono molte incognite, come l’effettiva attuazione del dazio del 25% sui prodotti provenienti da Canada e Messico e altre misure tariffarie riguardanti il settore automobilistico, il rame, i latticini canadesi, le bevande alcoliche europee, e persino prodotti da paesi che acquistano petrolio venezuelano. Per gli investitori, ciò che conta maggiormente è la certezza che queste decisioni saranno effettivamente prese e portate avanti, poiché una maggiore prevedibilità nelle politiche commerciali e fiscali consentirebbe di pianificare meglio investimenti e spese.
Il mercato, da parte sua, sembra già aver assimilato l’idea di una futura maggiore stabilità evidenziata dalla diminuzione in termini di variazioni giornaliere e prezzo degli indici di volatilità sia per le azioni, come evidenziato dal VIX che per il mercato obbligazionario con il MOVE. Parallelamente, oltre all’impatto delle aspettative politiche, si registra un accumulo graduale di dati economici effettivi che confermano le dinamiche attuali: il calo dei mercati azionari, la diminuzione dei rendimenti dei titoli obbligazionari e l’allargamento degli spread sui crediti ad alto rischio testimoniano la reazione degli investitori alle misure previste e alle ipotesi di un rallentamento della crescita. Allo stesso tempo, segnali come la solidità delle vendite al dettaglio e dati contrastanti su reddito e spesa personale mostrano sfumature diverse nel comportamento dei consumatori.
Nelle prossime settimane l’arrivo di ulteriori indicatori, come i PMI del settore manifatturiero, i dati occupazionali e la stagione degli utili aziendali forniranno ulteriori elementi per valutare l’impatto reale delle politiche attuate. Questa transizione, dal fare affidamento su sondaggi e previsioni a dati più concreti, avverrà prima negli Stati Uniti rispetto all’Europa, permettendo agli investitori e alle imprese americane di prendere decisioni più informate in termini di investimenti e spese.
In sostanza, sebbene non sia ancora possibile giudicare se le misure saranno positive o negative, il passaggio a dati reali e verificabili indica che l’incertezza si sta riducendo, segnando la fine della fase iniziale e l’avvio di una nuova fase di maggiore chiarezza economica e politica.
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