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Bond ad alto rendimento, default e dazi: quale scenario aspettarsi

Data pubblicazione: 28 aprile 2025

Autore: Antonio Capaldi

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Rappresentazione visiva dell'articolo: Bond ad alto rendimento, default e dazi: quale scenario aspettarsi

Buongiorno a tutti.

Da un’analisi elaborata da Neuberger Berman, si evince che l’introduzione dei dazi non provocherà un aumento significativo dei default nel segmento high-yield e nei prestiti, perciò gli attuali spread e rendimenti appaiono interessanti.

A gennaio, le obbligazioni high-yield mostravano spread molto contenuti: l’ICE BofA U.S. High Yield Index era scambiato a circa 258 punti base, un livello non visto da quasi vent’anni. Dieci settimane dopo gli annunci del 2 aprile, quello stesso spread era quasi raddoppiato, superando i 460 punti base. Analoghi movimenti sugli spread si sono verificati anche negli indici europei e globali high-yield. Sebbene in seguito gli spread si siano in parte ridotti, il rendimento complessivo rimane intorno all’8%.

Questo scenario appare più vantaggioso, ma è giusto chiedersi se gli spread attuali compensino i rischi di deterioramento del commercio e della crescita.


Con previsioni al ribasso della crescita del PIL USA (0–1%) e di quella europea (-1–0%), includendo l’effetto dei nuovi dazi globali, il tasso di default cumulativo atteso per il biennio 2025-26 è salito al 3,75–4,75%, circa un punto percentuale in più rispetto alle proiezioni di inizio anno.

Nonostante queste ipotesi restrittive, tale tasso resterebbe al di sotto della media storica, grazie al miglioramento della qualità creditizia degli indici negli ultimi 15 anni (più emittenti BB, scadenze più brevi e rifinanziamenti neutri anziché acquisizioni con leva). In questo contesto, gli spread high-yield USA si dovrebbero stabilizzare intorno a 350 punti base e non oltre 400.Annuncio di terzi. Non è un'offerta o una raccomandazione di Investing.com. Consultare l'informativa qui o rimuovere gli annunci.

In uno scenario peggiore, il default cumulativo potrebbe toccare il 9,5% nei prossimi due anni: livelli simili a quelli del 2019-20 e ben inferiori al 18% del 2008-09. Con un picco di default più contenuto, gli spread faticheranno a restare stabilmente sopra i 600 punti base, rendendo l’attuale area di 400 base punti un buon punto di ingresso.


Nonostante lo shock sul commercio globale e la volatilità di azioni, bond USA e valute, ci si aspetta quindi un impatto moderato sui default. I settori più sensibili ai dazi, quali auto, retail e beni di consumo, pesano meno del 10% nell’ICE BofA U.S. High Yield Index. Gran parte del rischio di default proviene piuttosto da problemi strutturali già presenti prima della recente escalation tariffaria.

Per esempio, nei settori telecomunicazioni e media il calo della pubblicità e i cambiamenti nei consumi digitali sono fattori di stress; in diverse aree della sanità emergono pressioni legate ai costi del lavoro e a incertezze politiche; nei prestiti si segnalano tensioni legate a LBO tecnologici (acquisto di una società effettuato ricorrendo in misura maggiore all’indebitamento) dell’era Covid.


Anche nei comparti retail e consumer, i problemi derivano più dalla riduzione del potere d’acquisto e da eccessiva leva utilizzata durante la ripresa post-pandemia che dall’impatto diretto dei dazi.


È evidente che tariffe elevate e incertezza macro non supportano gli acquirenti high-yield. Tuttavia, vista l’esposizione limitata, i dazi difficilmente scatenano un’ondata di default.


Le principali vulnerabilità rimangono: leva eccessiva, tassi ancora elevati, performance operative modeste e ostacoli strutturali di settore, ossia le stesse sfide di qualche mese fa.


Il vero canale di trasmissione dei dazi è il rallentamento dell’economia globale. Ma grazie a un uso prudente dei proventi dalle nuove emissioni e a un numero crescente di emittenti BB, il mercato è ben posizionato per assorbire tali effetti. Molti emittenti hanno già ridotto del 70–80% le scadenze 2025-26, pur accettando tassi più alti per rifinanziarsi.

Con bilanci più solidi, è probabile che vi siano ancora ampie opportunità di investimento a spread e rendimenti interessanti, anche in uno scenario di crescita nulla.

Buon Investing a tutti!


Per l'articolo su Investing.com clicca sul link a seguire.

https://it.investing.com/analysis/bond-ad-alto-rendimento-default-e-dazi-quale-scenario-aspettarsi-200473310



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